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Avatar di Simone Cavagnoli | AI Founder

La cosa interessante è che questi tre segnali mostrano lo stesso passaggio da tre angolazioni diverse: l’AI in medicina non è più un tema “digitale” ma clinico, organizzativo e istituzionale

Il punto non è più chiedersi se l’intelligenza artificiale entrerà nella medicina, ci è già entrata, ma soprattutto nella relazione quotidiana tra medico e paziente

Quando un paziente arriva in studio con una risposta generata da ChatGPT o Claude, sta dicendo che il sistema, prima di lui, non è riuscito a dargli abbastanza ascolto

La medicina ha bisogno di AI ben collocata, supervisionata, validata, documentata e integrata dentro responsabilità cliniche precise, in sostanza agenti verticali creati appositamente per risolvere problemi e task specifici del settore

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Assolutamente, procediamo.