Oltre la cartella clinica. Come l’IA sta riscrivendo i Sistemi Informativi Ospedalieri
Se oggi entrassimo in un ospedale e spegnessimo tutti i sistemi informativi, cosa succederebbe?
Non parlo solo della cartella clinica. Parlo di laboratorio, radiologia, prenotazioni, farmacia, fatturazione, scambio dati tra reparti. Nel giro di poche ore l’ospedale si paralizzerebbe. Non perché mancano i medici. Ma perché manca l’infrastruttura digitale che tiene insieme tutto.
È qui che entra in gioco un concetto spesso citato ma raramente compreso fino in fondo, quello degli HIS: "Healthcare Information Systems".
Non un software, né una singola piattaforma. Bensì l’architettura digitale che regge clinica, organizzazione ed economia sanitaria.
Chiarisco gli acronimi:
𝗛𝗜𝗦 è il sistema informativo ospedaliero nel suo complesso con diversi moduli.
𝗘𝗛𝗥 𝗼 𝗘𝗠𝗥. È la cartella clinica elettronica dove il medico documenta anamnesi, diagnosi, terapie, referti.
𝗟𝗜𝗦. Laboratory Information System. Gestisce l’intero ciclo degli esami di laboratorio.
𝗣𝗔𝗖𝗦. Sistema di archiviazione e distribuzione delle immagini diagnostiche.
𝗥𝗖𝗠. Revenue Cycle Management. Tutta la parte economica. Codifica, DRG, rimborsi.
𝗛𝗜𝗘. Health Information Exchange. Le piattaforme di interoperabilità che permettono lo scambio dati tra strutture diverse.
Per anni questi sistemi sono stati pensati come strumenti di registrazione per documentare e rispettare requisiti normativi, ma oggi... entra in gioco l’IA!
Un cambio di paradigma che sta portando gli HIS da archivio digitale a piattaforma cognitiva con:
• EHR con copiloti generativi integrati nel workflow del medico.
• Documentazione automatica, con IA di ascolto della visita.
• Decision support contestuale.
• Modelli predittivi di rischio clinico e complessità assistenziale.
• Algoritmi che ottimizzano il revenue cycle.
• IA incorporata nel workflow clinico, non con strumenti paralleli.
In Italia il sistema è fortemente regionale. I vendor sono molteplici e le architetture sono spesso "stratificate" nel tempo. Abbiamo un patrimonio dati enorme, ma non sempre interoperabile nel quale il Fascicolo Sanitario Elettronico sta evolvendo, ma non è ancora una vera piattaforma attiva di governo clinico.
Questo significa una cosa molto chiara a mio modo di vedere.
L’IA non potrà essere semplicemente integrata in sistemi vecchi (legacy) nè essere un layer cosmetico, il motore cognitivo che deve potenziare l'HIS ma con interoperabilità reale, qualità del dato e governance.
La domanda strategica per il SSN è questa: vogliamo acquistare funzionalità di IA o vogliamo progettare una nuova generazione di HIS nativamente intelligenti? Perché nei prossimi cinque anni la differenza non la farà chi ha più algoritmi ma chi saprà integrare IA, interoperabilità e governo del dato dentro un’architettura coerente.
L’HIS non è più un tema tecnico ma il luogo in cui si decide la sostenibilità clinica ed economica del SSN. E l’IA deve essere la leva strutturale di questa trasformazione.






