L’Europa, ha spiegato, rischia stagnazione se non abbraccia l’intelligenza artificiale non come un tema di discussione, ma come il vero motore della prosperità futura.
Per oltre due secoli, il progresso economico è stato alimentato da ondate tecnologiche, dalla macchina a vapore all’elettrificazione. Oggi siamo nel mezzo di un’altra: l’IA. Ma mentre Stati Uniti e Cina investono a ritmi da “guerra fredda tecnologica”, l’Europa si dibatte tra precauzione normativa e lentezza decisionale. Il risultato? Un divario che accelera ogni anno. Movimento Europeo
I numeri parlano chiaro: negli ultimi anni solo tre grandi modelli di IA sono stati sviluppati in Europa, contro i 40 negli USA e i 15 in Cina. Questo non è un incidente: è un segnale chiaro che la paura di sbagliare sta costando più della voglia di innovare.
Serve una cultura dell’innovazione che sappia bilanciare rischi e opportunità con agilità e visione. L’IA non è un gadget né un’utopia: è la piattaforma su cui si costruisce la prossima decade di prosperità europea.
È tempo di agire, investire, educare e sperimentare. Perché il futuro non aspetta chi esita.
Leggi il discorso completo: https://www.ilfoglio.it/politica/2025/12/01/news/perche-l-europa-deve-investire-sull-ai-la-lezione-di-mario-draghi-8386025/
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