L’AI nel pharma: non solo drug discovery, ma nuovo stack operativo
Per anni abbiamo raccontato l’intelligenza artificiale applicata al farmaco quasi sempre nello stesso modo: modelli più potenti, nuove molecole, drug discovery più veloce.
È una narrazione corretta, ma parziale.
Oggi il punto più interessante non è solo capire se l’AI potrà accelerare la scoperta di nuove molecole. Il punto è più ampio: l’AI sta iniziando a riscrivere lo stack operativo dello sviluppo farmaceutico.
Non riguarda soltanto il modo in cui si identifica un target o si disegna una molecola.
Riguarda il modo in cui si decide dove investire in ricerca, come si progetta uno studio clinico, come si reclutano i pazienti, come si produce documentazione regolatoria, come si gestiscono qualità, farmacovigilanza, accesso, aderenza terapeutica e relazione con i professionisti sanitari.
In altre parole, l’AI non è più soltanto uno strumento di supporto alla discovery.
Sta diventando un nuovo livello infrastrutturale lungo l’intera catena del valore del pharma.


