Iacopo Cricelli

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La sanità non è una macchina. È un sistema probabilistico

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Iacopo Cricelli
giu 04, 2026
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La scena sembra identica.
Stesso paziente.
Stessa diagnosi.
Stesso dolore, raccontato quasi con le stesse parole.

Ma è martedì mattina.
Il medico che entra in stanza ha visto quattro casi simili nelle ultime settimane. Il reparto è pieno, ma non al collasso. La farmacia ha disponibile il farmaco giusto. Il percorso di dimissione è rodato. L’infermiere conosce bene quel protocollo. Il paziente arriva con fiducia, perché il medico di famiglia gli ha spiegato cosa aspettarsi.
La decisione prende una certa direzione.
Qualche settimana dopo, una scena quasi uguale si ripete altrove.
O forse nello stesso ospedale.

Ma è venerdì notte.
Il medico in formazione è competente, ma non ha visto casi simili di recente. Il consulente è reperibile, non in reparto. I letti sono pochi. Il pronto soccorso è sotto pressione. Il paziente è spaventato. Ha letto qualcosa online. Racconta i sintomi in modo diverso. La famiglia chiede rassicurazioni. Il percorso di dimissione, quella notte, è più fragile.
La decisione prende un’altra direzione.
Non necessariamente peggiore.
Non necessariamente sbagliata.
Diversa.

Ed è qui che la sanità mostra una delle sue caratteristiche più difficili da accettare: non è una macchina che riceve input e produce output standardizzati.
È un sistema adattivo complesso.

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