“Evidence Intelligence. Dalla Ricerca Tradizionale alla Ricerca Intelligente” è concluso e il libro completo è ora disponibile gratuitamente al seguente indirizzo:
https://www.iacopocricelli.it/evidence-intelligence-dalla-ricerca
Scriverlo è stato, in realtà, il modo per mettere ordine in una domanda che mi accompagna da tempo: che cosa significa oggi cercare davvero bene un’informazione scientifica?
La domanda potrebbe sembrare banale. Non lo è affatto.
Per molti anni cercare la letteratura scientifica ha significato soprattutto imparare a utilizzare correttamente banche dati come PubMed, costruire query efficaci, conoscere gli operatori booleani, utilizzare i MeSH, comprendere la differenza tra sensibilità e precisione di una ricerca. Tutte competenze che rimangono valide.
Nel frattempo, però, qualcosa è cambiato profondamente.
Oggi possiamo porre una domanda in linguaggio naturale a un motore semantico, chiedere a un sistema di confrontare decine di studi, interrogare direttamente un insieme di documenti, ottenere una sintesi della letteratura o affidare a un agente di Deep Research una ricerca che fino a pochi anni fa avrebbe richiesto molto tempo.
La quantità di conoscenza accessibile è aumentata. La velocità con cui possiamo attraversarla è cresciuta ancora di più.
E proprio per questo il metodo diventa più importante, non meno.
Il problema non è trovare una risposta
Un medico ha bisogno di informazioni pertinenti, verificabili e aggiornate, spesso nel poco tempo disponibile tra un paziente e l’altro.
La difficoltà è evidente. La letteratura scientifica cresce continuamente, le linee guida vengono aggiornate, nuovi studi modificano quello che pensavamo di sapere e nessun professionista può realisticamente leggere tutto ciò che viene pubblicato nel proprio ambito.
L’intelligenza artificiale offre una risposta potente a questo problema perché riduce drasticamente l’attrito nell’accesso alla conoscenza.
Ma introduce contemporaneamente un rischio nuovo.
Ottenere una risposta è diventato semplicissimo. Capire se quella risposta è affidabile rimane difficile.
Una sintesi può essere convincente e allo stesso tempo incompleta. Una citazione può sembrare pertinente ma non sostenere realmente l’affermazione per cui viene utilizzata. Una ricerca può produrre molti risultati e aver comunque escluso gli studi più importanti. Un modello può rispondere con grande sicurezza anche quando l’evidenza disponibile è debole o contraddittoria.
Per questo considero essenziale mantenere una distinzione molto chiara tra la capacità di utilizzare uno strumento e la capacità di valutare ciò che quello strumento produce.
Da PubMed alla Deep Research
Il libro nasce da questa convinzione e segue volutamente un percorso progressivo.
Si parte dalla formulazione della domanda clinica, dal PICO e dalla ricerca tradizionale in PubMed. Non perché questi strumenti appartengano al passato, ma perché rappresentano ancora le fondamenta del metodo.
Da lì il percorso attraversa i principi dell’Evidence Based Medicine e arriva progressivamente ai motori di ricerca semantica, ai sistemi che consentono di interrogare la letteratura attraverso il linguaggio naturale, agli strumenti ancorati alle fonti e infine agli agenti di Deep Research.
Ho cercato di evitare un semplice catalogo di applicazioni. Gli strumenti cambiano troppo rapidamente perché avrebbe senso costruire un libro intorno ai loro nomi.
Mi interessava piuttosto spiegare quando utilizzare uno strumento, per quale tipo di domanda e con quali cautele.
Per questo l’impostazione è volutamente pratica. Nel libro ci sono esempi, esercizi, strategie operative, prompt commentati e piccoli tutorial che permettono di provare direttamente molti dei concetti descritti.
L’obiettivo non è trasformare il medico in un esperto di intelligenza artificiale, ma aiutarlo a sviluppare una competenza che credo diventerà sempre più importante: saper utilizzare l’AI per accedere alla conoscenza scientifica senza delegarle il giudizio sulla qualità della conoscenza stessa.
Evidence Intelligence
È da qui che nasce il concetto che dà il titolo al libro.
Per Evidence Intelligence intendo la capacità di combinare il metodo dell’Evidence Based Medicine con i nuovi strumenti di intelligenza artificiale per cercare, comprendere, confrontare e verificare le evidenze scientifiche in modo più efficace.
Il processo può essere riassunto in quattro passaggi:
chiarire il bisogno, costruire la ricerca, esaminare le evidenze e verificare ciò che l’IA restituisce.
L’intelligenza artificiale può intervenire in ciascuno di questi passaggi e renderli più rapidi. Non può però eliminare la necessità di comprenderli.
È anche il motivo per cui una frase è diventata, durante la scrittura, una sorta di filo conduttore dell’intero libro:
da PubMed al prompt cambia lo strumento, non cambia la necessità di formulare bene la domanda.
Più utilizzo questi sistemi, più ne sono convinto.
Le tecnologie continueranno a cambiare. Alcuni degli strumenti descritti nel libro probabilmente tra pochi anni saranno profondamente diversi, altri verranno sostituiti da soluzioni che oggi ancora non conosciamo.
La capacità di formulare una buona domanda, riconoscere una fonte affidabile, leggere criticamente uno studio e distinguere ciò che sappiamo da ciò che pensiamo di sapere rimarrà invece centrale.
Il libro è disponibile
Ho deciso di rendere Evidence Intelligence integralmente disponibile sul mio sito, in modo che possa essere letto, utilizzato e condiviso facilmente.
Potete scaricarlo qui:
https://www.iacopocricelli.it/evidence-intelligence-dalla-ricerca
A breve sarà disponibile anche su Amazon per chi preferisce la versione cartacea.
Mi farà particolarmente piacere ricevere osservazioni, critiche e suggerimenti da chi inizierà a utilizzarlo. Non soltanto perché ogni libro può essere migliorato, ma perché in questo caso l’oggetto stesso del libro continuerà inevitabilmente a cambiare.
In questo senso considero questa pubblicazione meno come il punto di arrivo di un lavoro e più come l’inizio di una conversazione su come cambierà il nostro rapporto con la conoscenza scientifica.
E, soprattutto, su quale parte di quel rapporto dovremo continuare a tenere saldamente nelle nostre mani.


