Come ho trasformato MediTutor in una app nativa con un workflow di AI generativa
Non solo prototipi. Come l’AI generativa sta cambiando davvero il modo di costruire app
Negli ultimi mesi si parla molto di “vibe coding” e “vibe design” come se fossero solo scorciatoie creative. In realtà, se li prendi sul serio, diventano un cambio di paradigma nel modo in cui si costruiscono prodotti digitali, nel mio caso accelerando uno sviluppo da 3 settimane a 3 ore.
Ho recentemente trasformato il portale MediTutor (www.meditutor.it) in una APP nativa mobile partendo da zero, usando un flusso completamente orchestrato di strumenti di AI generativa. Non un esperimento. Un percorso reale, già validato da sviluppatori professionisti e in fase di pubblicazione.
Nel mio caso, il flusso è stato questo:
Ho iniziato da Google Stitch per generare interfacce e schermate partendo da prompt. Non solo wireframe, ma UI già coerenti, con logiche di navigazione e gerarchie informative sensate.
Poi ho iterato. A volte con prompt. A volte intervenendo manualmente, come si farebbe in Figma . Questa è la prima vera discontinuità: il confine tra designer e “prompt designer” diventa molto sottile. Il passaggio chiave è stato l’export tramite server MCP. Non un semplice export grafico, ma un ponte strutturato verso il codice.
Ho importato il server MCP in Claude Code e da lì ho iniziato l’implementazione applicativa. Qui cambia tutto: non stai più “scrivendo codice da zero”, stai orchestrando un sistema che genera, adatta e integra.
Il risultato è una prima versione funzionante dell’app costruita in tempi radicalmente compressi.Poi entra in gioco la parte che spesso viene sottovalutata. La validazione. I miei sviluppatori hanno preso il prodotto generato, lo hanno verificato, rifinito, messo in sicurezza.
Perché il valore è reale ma non è automaticamente pronto per la produzione.
L’AI non sostituisce il team.
Ridefinisce dove il team crea valore.
Meno tempo sulla costruzione “meccanica”.
Più tempo su qualità, integrazione, sicurezza, esperienza utente, readiness per l’App Store.
Le immagini che allego raccontano proprio questo: dalla generazione in Stitch, al passaggio MCP, fino all’app che prende forma in Claude Code.
Non è solo prototipazione veloce.
È un nuovo modo di pensare il ciclo di vita del prodotto.
Non più: “posso costruire un’app con l’AI?” ma: “quanto del mio processo attuale è ancora ottimizzato per un mondo senza AI?”
Ecco la APP in anteprima:



