Durante il 32° Congresso Nazionale SICP, ho presentato una relazione potente e visionaria sul ruolo dell’Intelligenza Artificiale nelle Cure Palliative, delineando come la GenAI stia inaugurando un vero “Big Bang” nella pratica clinica quotidiana.
Attraverso dati, casi d’uso e studi scientifici citati nella presentazione, ho mostrato come l’IA possa:
alleggerire il carico cognitivo dei professionisti grazie a sistemi di documentazione e sintesi (“ambient scribing”);
migliorare l’accuratezza decisionale tramite modelli predittivi integrati nei percorsi di cura;
supportare la continuità assistenziale tra ospedale, hospice, MMG e domicilio;
favorire una comunicazione più chiara e personalizzata con pazienti fragili e caregiver;
rendere più tempestive le valutazioni multidimensionali, in linea con i principi SICP.
Il messaggio centrale: la tecnologia può liberare tempo per ciò che conta davvero, relazione, presenza e ascolto, amplificando i valori fondativi delle Cure Palliative.
La relazione si è conclusa con uno sguardo ai prossimi 12–24 mesi: l’arrivo di strumenti clinici al letto del paziente, assistenti conversazionali maturi, predizione dei bisogni assistenziali e integrazione nativa della GenAI dentro i gestionali clinici. Un futuro prossimo che non disumanizza la cura, ma la rende più coordinata, più informata e più profondamente umana.

